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Andrea Franceschini e la sua voglia di vivere

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Andrea Franceschini è un uomo che ha dimostrato una forza di volontà straordinaria, una voglia di vivere fuori dal comune, una resilienza superiore a qualunque immaginazione. La sera di Natale del 2022, un drammatico incidente stradale lo ha ridotto in fin di vita. Ma Andrea non ha mai smesso di lottare.

Andrea Franceschini è un uomo che ha dimostrato una forza di volontà straordinaria, una voglia di vivere fuori dal comune, una resilienza superiore a qualunque immaginazione. La sera di Natale del 2022, un drammatico incidente stradale lo ha ridotto in fin di vita, tanto che i medici e i soccorritori non nutrivano più alcuna speranza. Ma Andrea non ha mai smesso di lottare.

A 45 anni, proveniente da Pontedera e con un passato come coach di basket femminile, Andrea ha vissuto mesi difficili, passando tre lunghi mesi in rianimazione prima all’ospedale di Cisanello, per poi proseguire il suo percorso di recupero in diversi centri di riabilitazione, affrontando un anno e mezzo all’ospedale di Montecatone, specializzato nelle lesioni spinali. L’incidente lo ha lasciato paralizzato, una condizione che non ha però spezzato la sua voglia di vivere. 

“Mio figlio è tetraplegico”, è stata la cruda realtà a cui si è trovato di fronte il padre Enio, che ha abbandonato il suo lavoro nel bar di famiglia per dedicarsi interamente all’assistenza del figlio. In ogni istante del suo lungo percorso, Andrea ha trovato la forza di andare avanti, affrontando la sua nuova realtà con coraggio e determinazione. Nonostante le difficoltà, ha sempre mantenuto viva la speranza. Dopo il lungo periodo di riabilitazione, Andrea ha ricevuto la notizia tanto attesa: sarebbe tornato a casa. E quando finalmente ha avuto conferma di poter lasciare la struttura, non ha potuto fare a meno di esprimere il suo desiderio di ritrovare i suoi amici.

Con l’aiuto del padre, ha scritto un messaggio toccante sui social, condividendo la sua gioia con chi lo aveva sostenuto lungo tutto il suo cammino. “Dopo 807 giorni, finalmente torno a casa. Grazie di cuore a tutti coloro che mi sono stati vicino, in particolare alla mia famiglia, agli amici, ai colleghi, ai medici, agli operatori sanitari e a tutti coloro che mi hanno aiutato. Un ringraziamento speciale va a me stesso, perché, con l’aiuto di qualcuno lassù e la mia determinazione, sono riuscito a raggiungere un obiettivo che sembrava impossibile. È stato un viaggio lungo e tortuoso, e so che il cammino non sarà facile, ma tornare a casa mia a Pontedera è una gioia immensa. Le porte sono aperte a chiunque voglia venire a fare due chiacchiere o semplicemente a salutarmi”.

Le parole di Andrea Franceschini sono un inno alla vita, alla forza interiore che, anche nei momenti più bui, non ha mai smesso di alimentare la speranza. La sua casa a Pontedera è ora il rifugio dove poter raccontare le esperienze vissute durante la lunga assenza, e dove gli amici sono pronti a ritrovarsi per scambiarsi storie, emozioni e sorrisi. “Gli amici sanno dove abitiamo”, aggiunge il padre, con la certezza che la casa sarà sempre un punto di incontro. Nel selfie scattato poco prima di abbandonare il centro di recupero di Cecina, Andrea sorride e lancia un messaggio chiaro a tutti: “Eccomi, sto per tornare a casa”. La sua voglia di vivere è più forte che mai, e ogni giorno che passerà da ora in poi sarà un inno alla sua resilienza.

Last modified: 31 Marzo 2025