Michele Pittacolo è un esempio straordinario di resilienza, determinazione e forza di volontà.
Nato a Udine il 5 settembre 1970, ha iniziato la sua carriera ciclistica a soli 13 anni. La sua passione per il ciclismo si è manifestata fin da giovane, con la sua prima vittoria all’età di 14 anni, un ricordo che conserva gelosamente insieme agli articoli di giornale che celebrano i suoi successi. Nel corso della sua carriera dilettantistica ha collezionato numerose vittorie, con la più importante a Parenzo, dove si confrontò con i professionisti.
A 25 anni, ha deciso di chiudere la sua carriera nel ciclismo professionistico, ma nel 1996 ha intrapreso una nuova strada nella mountain bike, accumulando oltre 300 vittorie, inclusi titoli nazionali, e conquistando il cuore di molti appassionati. Nonostante il successo in questa nuova disciplina, la sua vita è stata segnata da una tragedia che avrebbe potuto fermarlo per sempre.
Il 12 settembre 2007, durante un allenamento in pausa pranzo, un grave incidente cambiò il suo destino. L’impatto con un automezzo stravolse la sua vita. Dopo settimane in terapia intensiva, numerosi interventi chirurgici e la perdita di parte della sua memoria, Pittacolo dovette fare i conti con conseguenze permanenti: fratture, danni alla mano destra, alla spalla sinistra, difficoltà di equilibrio, linguaggio e intensi mal di testa. Le cicatrici fisiche e psicologiche sembravano, a prima vista, insormontabili.
Tuttavia, nonostante il dolore e le difficoltà, Michele non si è mai arreso. Nel 2009, dopo una lunga riabilitazione, è stato classificato atleta paralimpico nella categoria CP4 (paralisi cerebrale) e ha conquistato i suoi primi due titoli tricolori su pista. Pochi mesi dopo, il commissario tecnico Mario Valentini lo ha convocato nella Nazionale per i ritiri, dove ha continuato a stupire.
Durante i Mondiali di Bogogno, in provincia di Novara, Pittacolo ha vinto due titoli mondiali, nella cronometro e nella prova su strada, segnando una nuova rinascita nella sua carriera sportiva. A Manchester, nello stesso anno, ha anche vinto l’oro mondiale su pista, stabilendo il record del mondo. Il suo spirito resiliente lo ha portato a ottenere numerosi successi, tra cui un oro alle Paralimpiadi di Londra nel 2012. Ma la strada non è stata sempre in discesa.
Nel 2013, durante un ritiro con la nazionale, una caduta di gruppo gli ha causato la frattura di tre vertebre. L’incidente, che sembrava segnare la fine della sua carriera, non ha fermato la sua determinazione. Dopo soli 33 giorni, Pittacolo si è rialzato, affrontando la lunga e difficile riabilitazione con un coraggio che ha ispirato molti e che ancora oggi viene preso a modello d’ispirazione.
Nel 2014, a Greenville, in Sud Carolina, ha conquistato il suo terzo titolo mondiale su strada, segnando il quinto titolo iridato in carriera. Ma la sua vita sportiva è stata ancora una volta messa alla prova: nel 2018, durante la sua prima gara stagionale, un altro incidente lo ha costretto a subire la frattura di 8 costole, un pneumotorace, un trauma cranico e una lussazione della spalla destra. Ma Michele non si è fermato. Nonostante le ferite, la sua determinazione è stata più forte che mai. Il 5 agosto 2018, a Maniago, sua terra di allenamento, è riuscito a laurearsi Campione del Mondo per la sesta volta, dando dimostrazione di un’incredibile forza d’animo.
Anche se il dolore fisico non lo ha mai abbandonato, Michele Pittacolo ha imparato a convivere con le sue cicatrici. Ogni giorno è una nuova sfida, eppure la sua voglia di migliorare non si spegne mai. Il suo motto, “chi si ferma è perduto! Mai mollare!”, è un inno alla perseveranza, un esempio di come anche di fronte a una disabilità sia possibile ottenere successi straordinari nello sport e nella vita. Pittacolo è una fonte di ispirazione per tutti, una testimonianza vivente che la forza di volontà può trasformare ogni ostacolo in una nuova opportunità.
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Last modified: 19 Febbraio 2025